Arteam Cup 2017

a cura di Matteo Galbiati

Artisti: Donatella Lombardo, Nataly Maier, Vincenzo Marsiglia,

Vincenzo Merola, Alice Paltrinieri, Valeria Vaccaro

21 giugno – 22 luglio 2018

Leo Galleries, Maurizio Caldirola Arte Contemporanea,

Villa Contemporanea,

Le Argenterie Reali – Villa Reale

Presentazione ufficiale: giovedì 21 giugno 2018 ore 19.30 (Villa Reale)

Inaugurazione: giovedì 21 giugno 2018 dalle ore 18.00 (seguendo l’itinerario espositivo)

Cantiere tempo

Il Focus Monza, premio assegnato nell’ambito di Arteam Cup 2017, promosso dall’Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (SV), vede protagoniste, con la mostra Cantiere tempo, le gallerie monzesi Leo Galleries, Maurizio Caldirola Arte Contemporanea e Villa Contemporanea, a loro è stato affidato, nell’ambito di questo riconoscimento, il compito di assegnare un premio speciale consistente in una mostra personale che si sarebbe tenuta nel corso della stagione 2018 presso i loro spazi. Le gallerie, per un progetto che per la prima volta le vede tutte coordinate e partecipi in modo unitario e collaborativo, hanno optato, data la qualità alta delle opere proposte nella mostra dei finalisti di Arteam Cup, per una mostra bi-personale, mettendo, quindi, in dialogo e in stretta correlazione reciproca l’opera di due artisti. Le coppie da loro individuate sono state Nataly Maier e Alice Paltrinieri (da Villa Contemporanea), Vincenzo Marsiglia e Valeria Vaccaro

(da Leo Galleries) e Donatella Lombardo e Vincenzo Merola (da Maurizio Caldirola Arte Contemporanea).

Il progetto espositivo, curato da Matteo Galbiati (critico d’arte monzese e membro della giuria di Arteam Cup), ha avuto come ulteriore sviluppo, grazie alla partecipazione dell’associazione M.AR.CO. Monza Arte Contemporanea che, con la disponibilità concessa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, ha permesso di riunire tutti gli artisti in una grande collettiva, presso Le Argenterie Reali (oggetto di un intervento di restauro per qualificarne le attività) della Villa Reale, coinvolgendo in questo modo tutte le istituzioni cittadine – e non solo – che hanno accolto con favore l’occasione di questa mostra che, legata alla cultura artistica contemporanea, vuole rivolgersi al territorio, frammentandosi in quattro location cittadine che posso essere conosciute o ri-scoperte.

Negli ambienti della Reggia piermariniana una selezione di grandi opere e interventi istallativi permette al pubblico di poter ammirare in una unitarietà complessiva la dialettica e gli stimoli proposti da queste ricerche che, nella diversità, interpellano e interrogano lo sguardo muovendo da differenti sollecitazioni. Tra tradizione e innovazione i loro linguaggi trovano una convergenza su temi condivisi, nonostante siano osservati da angolazioni diverse e secondo indipendenti, quanto personali, motivazioni.

Il tempo, la memoria, il ricordo, la transitorietà, la scansione del ritmo di un fluire incessante di immagini diventa un comune territorio di indagine che affina il sentimento dell’osservatore che rimane toccato dalle urgenze definite dalle immagini e dalle presenze determinate dai lavori esposti nelle diverse sedi. Tra piccolo e grande formato, la distribuzione nelle quattro sedi del progetto espositivo, accentua l’aspetto di confronto e dialogo, stretto ed allargato, rinnovando in ogni spazio un’ammirazione che ha modo di spaziare negli estesi territori aperti promossi dalla riflessione artistica contemporanea di cui questi artisti rappresenta una voce di particolare spessore e significato.

Le memorie del colore (Villa Contemporanea)

Il colore è protagonista di questa mostra seguendo le visioni e le suggestioni pittoriche di Nataly Maier e scultoree di Alice Paltrinieri. Le due artiste trovano un dialogo di inattesa poesia rilanciando, in questa occasione, la profondità e la concretezza delle reciproche sfumature attraverso due interventi differenti che sanno coesistere grazie alla vicinanza di sguardi e atteggiamenti. In Maier il colore vive di peculiari texture che attivano atmosfere e profondità inattese e, pur nella sua logica astrattiva, il suo linguaggio sa far emergere inattese raffinate sensibilità e delicati equilibri di lettura. Paltrinieri vince la solidità di materie fredde come il cemento lasciando affiorare la trasparente forza del colore: dalla concretezza solida e friabile di forme semplici la presenza cromatica si afferma come traccia persistente e perdurante.

Ieri e oggi, un ricordo (Leo Galleries)

Sono due le polarità che fissano in opposte tensioni le ricerche di Vincenzo Marsiglia e Valeria Vaccaro: da una parte abbiamo un modulo che riporta in ambito pittorico un segno che contraddistingue l’artista e che ha impresso una identità forte a tutta la sua ricerca. Peculiare del fare di Marsiglia è l’adattare questa “impronta” ad una serie di materiali innovativi, non artistici che hanno come destinazione finale l’opera interattiva e multimediale: l’uso della tecnologia porta l’opera a vivere un rinnovamento costante e sempre unico. Vaccaro, dall’altra, riconsegna alla vista reperti di oggetti comuni, parte di una memoria collettiva e condivisa che, nella loro strabiliante verità, si consegnano come sculture di marmo. Elementi di arredo di una camera da neonato, con i suoi oggetti che a tutti sono appartenuti, matite, fiammiferi e candele rendono la sua scultura monumento alla memoria e al ricordo. Tra passato e futuro, le loro ricerche fissano nell’oggi le tracce della memoria.

Frequenze (Maurizio Caldirola Arte Contemporanea)

Donatella Lombardo e Vincenzo Merola si avvicinano per la pratica di un lavoro che ha nella definizione del ritmo del linguaggio l’analisi di una ciclicità progressiva e ripetuta che sa evidenziare una musicalità e un’armonia intrinseca al codice comunicativo. Lombardo manipola la scrittura che diventa una traccia, un filo da seguire attraverso lacerti di componimenti, reperti di letture da ricomporre in possibili narrazioni con cui lo sguardo cerca di ritrovare una bellezza nella consistente evanescenza del loro segno. Merola impiega la logica minima, formale e rigorosa, di un’astrazione semplice per innescare il ricorrente rimando ad una prolifica variazione differente; bande di colori omogenei nelle sfumature o segni composti in una coerente composizione permutante definiscono lo spazio della sua pittura. In entrambi l’equilibrio dell’immagine radica il principio della propria evidenza nell’essere porzione di una frequenza infinita.

NOTE BIOGRAFICHE

Donatella Lombardo nasce a Erice (TP) nel 1980, vive e lavora a Castellammare del Golfo (TP). Si forma prima all’Accademia di Belle Arti di Bologna e successivamente frequenta la Facoltà di Lettere e Beni Culturali (Bologna, campus di Ravenna) conseguendo la laurea magistrale con una tesi premiata da Soroptimist (Ravenna) nell’anno 2012. Partecipa a varie mostre, fra le più recenti collaborazioni si cita quella con la Galleria Spazio Testoni di Bologna, il Museo Riso di Palermo, il Caos, Centro Arti Opificio Siri di Terni e il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna. Il percorso di ricerca ha come fondamento l’influenza delle nuove tecnologie mediatiche sul linguaggio dei singoli e l’analisi della loro evoluzione: mettendo a nudo codici e strutture che quotidianamente e velatamente rendono visibile e fruibile il mondo dell’informazione via web.

Nataly Maier nasce a Monaco di Baviera (Germania) nel 1957, vive e lavora tra Milano e Starnberg (Germania). Dopo gli studi di filosofia al Leibniz-Kolleg di Tübingen, frequenta a Monaco la scuola di fotografia. Dalla fine degli anni ’80 si dedica al superamento bidimensionale della fotografia. Dal 2002 nella sua ricerca emergono sconfinamenti verso la pittura, sempre concentrandosi sul colore stesso. La sua prima mostra personale nel 1992 è alla Galleria L’Attico di Roma, ha esposto inoltre al Goethe Loft di Lione, nel 2001 installa una grande limone alla Villa Romana di Firenze. La Fondazione Calderara di Vacciago ospita nel 2015 la sua mostra, espone da Antonella Cattani contemporanea a Bolzano, alla Galleria Artesilva di Seregno e alla Soeffker Gallery di Minneapolis e la Galleria Nazionale di Roma.

Vincenzo Marsiglia nasce nel 1972 a Belvedere Marittimo (CS). I primi approcci all’arte risalgono agli anni di studio, inizialmente ad Imperia presso l’Istituto Statale d’Arte, poi all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dove consegue la laurea in Pittura. Ha iniziato poi ad esporre a metà degli Anni ’90, partecipando a mostre presso gallerie, fiere e musei in Italia e all’estero. Le sue opere si sviluppano partendo da una stella a quattro punte che diventa nel tempo il suo carattere distintivo, vero e proprio “logo” dell’artista.

Nell’ultima serie di lavori l’artista ricorre a strumenti tecnologici che si uniscono alla pittoricità segnica caratteristica della precedente fase di ricerca portando ad un’opera mutevole e transitoria che, proprio con l’interazione del pubblico, trova il suo compimento nel processo di relazione e mutazione, riducendo la distanza tra oggetto artistico e suo fruitore.

Vincenzo Merola nasce nel 1979 a Campobasso, dove vive e lavora. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere moderne, parallelamente all’attività artistica, si dedica all’insegnamento nelle scuole secondarie. Partecipa a numerose mostre, personali e collettive, in gallerie e istituzioni museali o universitarie: tra le più recenti si segnalano quelle presso il Centro di arte contemporanea dell’Università del Molise, la Galleria Stefano Forni di Bologna, BI-BOx Art Space di Biella, NESXT – Independent Art Festival di Torino, il CAMUSAC di Cassino, scatolabianca(etc.) di Milano, il CICUS – Centro de Iniciativas Culturales de la Universidad de Sevilla in Spagna. Espone in diverse fiere in Italia e all’estero; nel 2015 ha vinto la targa d’oro per la grafica del Premio Arte (Cairo Editore) e il Prima Pagina Art Prize ad Arte Fiera, cui seguono numerosi altri riconoscimenti in premi nazionali e internazionali. La sua ricerca si sviluppa a partire dall’interesse per le sperimentazioni verbo-visuali e da una riflessione sul ruolo del caso e dei processi aleatori nella determinazione delle scelte e dei comportamenti individuali.

Alice Paltrinieri è nata a nel 1987 a Roma dove vive e lavora. Frequenta il Liceo Artistico Ripetta e successivamente la classe di scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Per un periodo la sua esperienza artistica si divide tra Roma e Londra assistendo vari artisti internazionali. Con il suo lavoro indaga lo spazio e lo ri-costruisce attraverso sculture in cemento e installazioni. Ha partecipato a diverse mostre collettive e ha vinto alcuni premi tra cui, nel 2017, il premio SetUp come miglior artista under 35. Un suo lavoro si trova al Bocs Art Museum di Cosenza. Nel 2018 la sua prima mostra personale a Trieste.

Valeria Vaccaro è nata a Torino nel 1988, dove vive e lavora. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, studia scultura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Espone dal 2005, tra il 2013 e il 2015 partecipa alla Biennale itinerante europea JCE Jeune Création Européenne e nel 2015 espone ad Exhibit a Torino, al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivara. Nel 2017, in occasione dell’art Prize CBM vince una menzione speciale dalla Città di Torino. Tutta la sua ricerca, ruota attorno al fuoco e alla combustione, elemento dinamico che tende a purificare tutte le cose, elevandole a un livello di perfezione superiore. Nelle sue opere il fuoco interviene infatti non come fattore di distruzione ma in qualità di forza creatrice, capace di generare trasformazioni e di plasmare la materia.