Prosegue a dicembre con una seconda mostra la rassegna Going To…Contemporary Art, realizzata  da M.Ar.Co. Monza Arte Contemporanea, in collaborazione con il Consorzio della Villa Reale di Monza a cura di Alberto Zanchetta. Un progetto nato con lo scopo di divulgare la cultura visiva contemporanea e i suoi linguaggi espressivi.

 

MOSTRA TERMINATA

L’artista ha assunto il disegno come linguaggio privilegiato della sua ricerca artistica con cui ci presenta una geografia alternativa al mito di una natura incontaminata e benevola. Partendo dall’assunto che quella che chiamiamo “natura” è in realtà un concetto complesso e non completamente sottomissibile all’umano, il tratto analitico e scientifico dell’artista vira il rigoglio della vegetazione in un algido bianco/nero, introducendo nelle immagini motivi paradossali che prefigurano dei funesti scenari futuribili. 

 

"Animalia" Bertozzi & Casoni

Con un’incredibile deferenza al vero, le sculture di Bertozzi & Casoni si sovrappongono e si perdono nel ciclo dell’esistenza, in uno spazio ideale, che è stato eletto a discarica della contemporaneità. Costretti a nutrirsi dei residui prodotti dall’uomo, le piante e gli animali rappresentano la progenie di un’età della plastica e della spazzatura, un mondo del rifiuto e del riuso che sembra portare impresso il marchio della vergogna.

In queste ceramiche policrome si avverte un animus derelinquendi perché tutto è derelitto, e tutto è delitto; a ben guardare, in molte delle opere rinveniamo tracce di crimini efferati, a cui però non corrisponde nessun castigo. Nella bulimia iconografica di Bertozzi & Casoni affiorano i germi sopiti di un Barocco isterico e colposo, prepotente e caustico. Secondo il curatore Alberto Zanchetta «abbiamo sempre creduto/sperato che il numinoso si nascondesse nei dettagli ma in queste sculture i dettagli rivelano soltanto le nefandezze della vita. Ed è sempre una questione di “dettagli” che induce gli artisti a corredare (e corrodere, o compromettere) le proprie opere con ornamenti-citazioni che impreziosiscono la tradizione del naturamortismo».

I materiali di risulta e di ripulsa realizzati dalla coppia di artisti non sono insensibili alla [in]civiltà dei consumi, a quell’effimero che normalmente è vissuto con ingombro e dolore. «Le nature – “putrescenti” e talvolta “macabre”, ma non semplicemente “morte” – di Bertozzi & Casoni – prosegue Zanchetta- hanno il pregio di farci apprezzare la bellezza agonizzante della società moderna, in qualsiasi forma essa si presenti.» «La loro capziosità tecno-poetica è a dir poco insidiosa, ci abbaglia così come fanno i barbagli della ceramica, assunta a cinica metafora dell’abbondanza e della prosperità. Per quanto riprovevoli siano i soggetti, noi stessi non sappiamo resistere al fascino malsano e decadente, agli spurghi e a tutti i liquami che infestano queste opere. È dai tempi di Giobbe nel letamaio che un simile immondezzaio non ci appariva tanto desiderabile».

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